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LDE ITAL1651


Trattato della Pittura di Lionardo da Vinci
1651
Giacomo Langlois, Paris


Chapter

LDE T1031   CID332  Varii precetti di pittura. CAPITOLO CCCXXXII

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La superficie d'ogni corpo opaco partecipa del colore del mezzo trasparente interposto infra l'occhio & essa superficie; e tanto più, quanto esso mezzo è più denso, e con maggior spatio s'interpone infra l'occhio e la detta superficie.

Li termini de' corpi opachi fiano meno noti quanto saranno più distanti dall' occhio che li vede.

Qvella parte del corpo opaco sarà più ombrata o alluminata che fia più vicina all' ombroso che l'oscura, o al luminoso che l'allumina.

La superficie d'ogni corpo opaco partecipa del colore del suo obbietto, mà con tanta o maggior o minor impressione quanto esso obbietto sia più vicino o remoto, o di maggior o di minor potenza.

Le cose vedute infra il lume e l'ombre si dimostreranno di maggior rilievo che quelle che son nel lume o nell' ombre.

Quando tu farai nelle lunghe distanze le cose cognite, e spedite, esse cose non distanti mà propinque si dimostreranno. Adunque nelle tue imitationi fà che le cose habbino quella parte della cognitione che mostrano le distanze. E se la cosa che ti stà per obbietto sarà di termini confusi e dubbiosi, ancora tu farai il simile nel tuo simulacro.

La cosa distante per due diverse cause si mostra di confusi e dubbiosi termini, l'una delle quali è ch'ella viene per tanto picciolo angolo all' occhio, e si diminuisce tanto, ch' ella fà l'officio delle cose minime, che, ancorche elle siano vicine all' occhio, esso occhio non può comprendere di che figura si sia tal corpo, come sono l'unghie delle dita, le formiche, o simili cose. La seconda è, che infra l'occhio e le cose distanti s'interpone tanto d'aria ch' ella si fà spessa e grossa, e per la sua bianchezza tinge l'ombre, e le vela della sua bianchezza, e le fà d'oscure in un colore il quale è tra nero e bianco, quale è azzurro.

Benché per le lunghe distanze si perda la cognitione dell' esser di molte cose, nondimeno quelle che saranno alluminate dal sole si renderanno di più certa dimostratione, e l'altre nelle confuse ombre parranno involte. E perché in ogni grado di bassezza l'aria acquista parte di grossezza, le cose che saranno più basse si dimostreranno più confuse, e cosi per il contrario.

Quando il sole fà rosseggiar li nuvoli dell' orizonte, le cose che per la distanza si vestiuano d'azzurro siano partecipanti di tal rossore: onde si farà una mistione fra l'azzurro e'l rosso, la quale renderà la campagna molto allegra e gioconda: e tutte le cose che siano alluminate da tal rossorre, che siano dense, saranno molto evidenti, e rosseggeranno: e l'aria per esser trasparente harà in se per tutto infuso tal rosseggiamento, onde si dimostrerà del color del fior de' gigli.

Sempre quell' aria che stà infra'l sole e la terra, quando si leva o pone, fia più occupatrice delle cose che sono dopo lei che nissun altra parte d'aria:

questo nasce per essere ella più biancheggiante.

Non sian fatti termini ne profili d'un corpo che campeggi uno sopra un' altro, mà solo esso corpo per se si spiccherà.

Se il termine della cosa bianca si scontrerà sopra altre cose bianche, se esso sarà curvo, creerà termine oscuro per sua natura, e sarà la più oscura parte che habbi la parte luminosa: e se campeggierà in luogo oscuro, esso termine parrà la più chiara parte che habbi la parte luminosa.

Quella cosa parrà più remota e spiccata dall' altra che campeggierà in campo più vario da se.

Nelle distanze si perdono prima i termini de' corpi che hanno colori simili, e che il termine dell' uno sia sopra dell' altro, come il termine d'una quercia sopra un' altra quercia simile. Secondo in maggior distanza si perderanno i termini de' corpi di colori mezzani terminati l'un sopra l'altro, come alberi, terreno lavorato, muraglie, o altre rouine di monti o di sassi. Ultimo si perderanno i termini de' corpi terminati il chiaro nell' oscuro, e l'oscuro nel chiaro.

Infra le cose di equal altezza che sopra l'occhio siano situate, quella che fia più remota dall' occhio sarà più bassa: e se sarà situata sotto l'occhio, la più vicina à esso occhio parrà più bassa, e le laterali parallele concorreranno in un punto.

Manco sono evidenti ne' siti lontani le cose che sono d'intorno a i fiumi che quelle che da tali fiumi e paludi sono remote.

Infra le cose di eguale spessitudine quelle che saranno più vicine all' occhio parranno più rare, e le più remote più spesse.

L'occhio che sarà di maggior pupilla vedrà l'obbietto di maggior figu- ra. Questo si dimostra nel guardare un corpo celeste per un picciolo spira- colo fatto con l'ago nella carta, che per non poter operare di essa luce se non una picciola parte, esso corpo pare diminuire tanto della sua grandezza, quanto la parte della luce che lo vede è mancata dal suo tutto.

L'aria ch'è ingrossata, e s'interpone infra l'occhio e la cosa, ci rende essa cosa d'incerti e confusi termini, e fà esso obbietto parere di maggior figura che non è. Questo nasce perché la prospettiva lineale non diminuisce l'angolo che porta le sue spetie all' occhio, e la prospettiva de' colori la spinge e rimuove in maggior distanza ch' ella non è, si che l'una rimove dall' occhio, e l'altra conserva la sua magnitudine.

Quando il sole è in occidente le nebbie che ricascano ingrossano l'aria, e le cose che non sono vedute dal sole restano oscure e confuse, e quelle che dal sole fiano alluminate rosseggiano e gialleggiano, secondo ch' il sole si dimostra all' orizonte. Ancora le cose che da questo sono alluminate sono forte evidenti, e massime gl' edifitii e case delle città e ville, perché le loro ombre sono oscure, e pare che tale loro certa dimostratione nasca di confusi & incerti fondamenti, perché ogni cosa è d'un colore, se non è veduta da esso sole.

La cosa alluminata dal sole e ancora alluminata dell' aria, in modo che si crean due ombre, delle quali quella sarà più oscura che harà la sua linea centrale dritta al centro del sole. Sempre la linea centrale del lume primitivo e derivativo fia con la linea centrale dell' ombre primitiue o derivative.

Bello spettacolo fà il sole quando è in ponente, il quale allumina tutti gl' alti edifitii delle città, e castella, e l'alti alberi delle campagne, e li tinge del suo colore, e tutto il resto da quivi in giù rimane di poco rilievo, perché essendo solamente alluminato dall' aria hanno poca differenza le ombre dalli lumi, e per questo non spiccano troppo. e le cose che fra queste più s'innalzano sono tocche da i raggi solari, e come si è detto, si tingono nel lor colore: onde tu hai à torre del colore di che tu fai il sole, e quiui ne hai à mettere in qualunque color chiaro con il quale tu allumini essi corpi.

Ancora spesse volte accade che un nuvolo parrà oscuro sensa hauer' ombra da altro nuvolo da lui separato, e questo accade secondo il sito dell' occhio, perché dell' uno vicino si vede solo la parte ombrosa, e degl'al tri si vede l'ombrosa e la luminosa.

Infra le cose di egual altezza quella che sarà più distante dall' occhio parrà più bassa. Vedi che il nuvolo primo ancor che sia più basso che il secondo, pare più alto di lui, come ci dimostra nella parete il tagliamento della piramide del primo nuvolo basso in M.A. del secondo più alto in N. M. Questo nasce quando ti par vedere un nuvolo oscuro più alto che un nuvolo chiaro per li raggi del sole in oriente o in occidente.